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Dalla clamorosa rapina in Via Aurea alla fuga internazionale di Pietro Ceneri, la storia del colpo che sconvolse l’Italia post-unitaria.
Il 1° maggio 1862 Genova vive uno dei colpi più audaci della sua storia. È passato appena un anno dall’Unità d’Italia. Jesse James non ha ancora iniziato le sue rapine nel West. E la città, mentre si avvicina l’anniversario della partenza dei Mille da Quarto, diventa teatro di un episodio che farà parlare tutta la penisola.
In pieno giorno, sei uomini armati fanno irruzione nella Banca Parodi, al primo piano del palazzo omonimo in Via Aurea. I cassieri sono costretti a consegnare 800.000 lire: una cifra che oggi equivarrebbe a circa tre milioni e mezzo di euro.
È l’inizio di quella che i cronisti dell’epoca definiranno l’età dei ladri a Genova nel 1862.
La notizia rimbalza sui giornali. Chi può essere stato tanto sfrontato? Le indagini si muovono rapidamente. Il prefetto di Bologna, forse insospettito dalle iniziali ricamate su un fazzoletto rinvenuto sul luogo della rapina, forse grazie a informatori allettati dalla taglia di 60.000 lire promessa dal banchiere, individua un possibile collegamento.
Il modus operandi è quello della Banda Ceneri, la più temuta gang del capoluogo emiliano, già protagonista di numerose rapine e omicidi eccellenti.
Pochi giorni dopo, i membri della banda tentano la fuga oltre confine su un’imbarcazione dal nome fortemente risorgimentale: Amore e Patria. Le forze dell’ordine riescono però a intercettarli. Nel tentativo di alleggerirsi, i fuggitivi gettano parte del bottino in mare. Una parte della refurtiva viene recuperata, ma non basta a cancellare lo scandalo.
Le indagini rivelano inoltre legami inquietanti con ambienti garibaldini. La rapina sarebbe stata concepita come forma di “autofinanziamento” per l’imminente impresa dell’Aspromonte. Il confine tra idealismo politico e criminalità appare improvvisamente sfumato.
Dopo un maxi-processo destinato a fare epoca, Pietro Ceneri viene condannato all’ergastolo e ai lavori forzati.
Dalla fuga all’epilogo in Cile
La storia, però, non finisce qui.
Un maggiore garibaldino organizza una spettacolare evasione in piroscafo diretta all’Elba. Pietro Ceneri, celebrato per la sua bellezza tenebrosa, scompare per anni dalle cronache italiane.
Il 10 novembre 1881, mentre in Sud America infuria la guerra del Pacifico, la polizia cilena sventa una rapina in una banca di provincia. Uno dei rapinatori viene ucciso. L’altro, arrestato e condannato a morte, dichiara di essere italiano.
È ancora lui: Pietro Ceneri.
Le autorità cilene decidono di consegnarlo all’Italia. Una nave lo riporta a Genova, chiudendo simbolicamente il cerchio. Forse era destino che proprio nelle carceri genovesi terminasse la parabola di uno dei criminali più celebri dell’Italia post-unitaria.
Un acido libellista dell’epoca scrisse:
“Quella che noi viviam, se ben la squadri
Intitolar si può l’età dei ladri.”
Così l’età dei ladri a Genova nel 1862 non fu soltanto una stagione di crimini audaci, ma uno specchio delle tensioni politiche, sociali e morali di un Paese appena nato.
E Genova ne fu uno dei palcoscenici principali.
Scopri tutto del lato oscuro di Genova!

