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Dalla “Compagnia della Felicità” sulle alture di Carignano alle logge ispirate all’America Latina, la storia della massoneria a Genova attraversa rivoluzioni e commerci.

Le origini della massoneria genovese nel Settecento sembrano legate a un momento di grande tensione politica. Secondo alcune fonti, la prima loggia cittadina sarebbe stata fondata da militari francesi giunti a Genova nel 1747 per sostenere la Repubblica dopo l’insurrezione antiaustriaca del Balilla.

Due anni più tardi, conclusa la Guerra di Successione Austriaca, la loggia si riuniva abitualmente in alcune dimore nobiliari sulla collina di Carignano. I Serenissimi Collegi erano informati delle attività grazie alle numerose segnalazioni, spesso anonime, che arrivavano a Palazzo Ducale.

La sorveglianza non mancava. Tuttavia, almeno in quella fase iniziale, la loggia non sembrava rappresentare un pericolo concreto per l’ordine politico.

Era conosciuta come “Compagnia della Felicità”. L’ingresso richiedeva il pagamento di uno scudo d’argento. Le riunioni si svolgevano in modo sorprendentemente informale. Si suonava il mandolino, si conversava, e a un certo punto le luci venivano spente. In quell’oscurità, uomini e donne potevano condividere un momento di intimità e riservatezza.

La serata si concludeva con una questua destinata alla beneficenza. Un aspetto che contribuiva a mantenere un’immagine almeno in parte rispettabile della loggia.

Dal Settecento al Trionfo Ligure

Un secolo più tardi, la storia della massoneria genovese nel Settecento lasciava spazio a nuove esperienze. Nacque così la loggia del “Trionfo Ligure”, che si sviluppò sull’esempio delle logge sudamericane.

Molti commercianti e marinai genovesi, impegnati nei traffici transoceanici, avevano infatti aderito alle realtà massoniche attive in America Latina. Quelle logge erano spesso animate da spirito combattivo e da ideali patriottici.

Tra i nomi più noti legati a quell’ambiente non si può non ricordare Giuseppe Garibaldi, che proprio nel contesto sudamericano maturò parte della sua formazione politica e militare.

Così la massoneria a Genova non fu soltanto un fenomeno riservato e aristocratico. Divenne anche un ponte tra Mediterraneo e Atlantico, tra commercio e ideali, tra tradizione repubblicana e fermenti rivoluzionari.

Un capitolo poco visibile della storia cittadina, ma profondamente intrecciato con i grandi movimenti politici dell’età moderna.

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