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Dal celebre ascensore cantato dai poeti ai castelli medievali e alle rivolte popolari, la terrazza più amata della città nasconde una storia molto meno romantica.

Rumore di passi sulla pietra, aria fresca e una breve attesa. Così inizia l’ascesa verso Spianata Castelletto a Genova, per il genovese come per il turista.

Un tempo l’ascensore aveva pareti di vetro e sembrava mettere le ali a chi lo prendeva. Ancora oggi, mentre si sale, risuonano nella memoria i versi di un noto poeta:

“Quando mi sarò deciso
d’andarci, in paradiso
ci andrò con l’ascensore
di Castelletto, nelle ore notturne,
rubando un poco
di tempo al mio riposo.”

Una volta giunti in cima, dove la città e il mare si fondono in un unico orizzonte, tutto sembra trovare ordine. I carruggi intricati, le chiese nascoste, le case alte e strette che dal basso appaiono come un turbinio confuso, dall’alto rivelano una composizione armoniosa.

È come osservare un dipinto impressionista: serve distanza per coglierne il disegno. La Superba, che “abbonda dei più strani contrasti” come scrisse Charles Dickens, si lascia finalmente comprendere.

Eppure, Spianata Castelletto a Genova non è sempre stata l’anticamera del paradiso.

Dalla fortezza medievale alla terrazza panoramica

Se potessimo riavvolgere il filo del tempo, il colore dominante non sarebbe l’azzurro del mare, ma il rosso della guerra.

La posizione elevata che oggi regala uno dei panorami più celebri della città era un tempo un punto strategico di avvistamento. Qui, nel corso dei secoli, sorsero diversi castelli che dominavano Genova dall’alto.

Questo luogo fu teatro di scontri tra guelfi e ghibellini, tra genovesi e potenze straniere. L’annalista Giorgio Stella lo definiva «l’odiata fortezza», simbolo dell’oppressione. Dal Medioevo fino ai moti popolari del 1848, Castelletto fu un vero crogiolo di conflitti.

Solo alla fine del XIX secolo l’area venne lottizzata e venduta a privati, assumendo l’aspetto che conosciamo oggi. La fortezza lasciò spazio alla terrazza panoramica.

Eppure sotto la pavimentazione elegante si nascondono ancora tracce di quel passato: un’antica torre trecentesca parte della cinta muraria medievale, resti di castelli francesi e genovesi, tratti di acquedotto e cisterne con soffitti a volta.

Oggi da Spianata Castelletto a Genova si abbraccia con lo sguardo l’intera città. Ma insieme al panorama si abbraccia anche la sua storia.

Un racconto che parte dall’anno Mille, attraversa rivolte, dominazioni e trasformazioni urbane, e arriva fino ai giorni nostri. Un poema epico inciso nella pietra e sospeso tra cielo e mare.

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